TENDINOPATIA ACHILLEA

Il tendine di Achille è il tendine più grosso e robusto del corpo umano ed è la continuazione tendinea del Tricipite Surale. Durante la corsa subisce una forza di reazione del suolo di circa 3 volte il peso corporeo ed è quindi soggetto a forti sollecitazioni e carichi. Questo può provocare una Tendinite che è un infiammazione del tendine e/o dei tessuti che lo rivestono. Se si sottovaluta la Tendinite si rischia di farla evolvere in una Tendinosi che provoca una degenerazione del tessuto tendineo e, essendo un tessuto poco vascolarizzato, cronicizzare sostituendolo con tessuto amorfo molto più debole e che calcifica facilmente incorrendo in un aumentato rischio di rotture tendinee.
I primi sintomi iniziano con una dolenzia in sede sovracalcaneale al risveglio e all’inizio della corsa che migliora riscaldandosi per peggiorare verso la fine dell’allenamento. In seguito il dolore permane anche durante il cammino e a riposo creando rigidità, edema e infiammazione.

Tendinopatia Achillea

CAUSE:

I carichi ripetuti generano le infiammazioni a carico della struttura tendinea quindi una repentina variazione aumentativa degli allenamenti,le scarpe poco ammortizzate o stabilizzanti sul retropiede e tanta corsa in salita ne aumentano il rischio.
Inoltre fattori congeniti come un piede eccessivamente pronato (lesione mediale del tendine) o supinato (lesione laterale del tendine), una limitazione della dorsi flessione di caviglia, la lassità legamentosa,il Tricipite Surale retratto, il sovrappeso e anomalie posturali la favoriscono.

PREVENZIONE:

Si effettua con un adeguato streching del tricipite surale Con la scelta della scarpa corretta, ben ammortizzata e con un retropiede leggermente piu’alto; evitare di usare scarpe col tacco alto al lavoro e scarpe basse per correre. Con un allenamento graduale e adeguato alla propria performance. Con Il controllo del peso e con una corsa su terreni non troppo duri e non troppo in salita.
Per quel che concerne la rigidità del tendine d’Achille, essa è un fattore predisponente alla fascite plantare, un tendine d’Achille rigido limita la dorsi-flessione della caviglia; se durante la fase che precede lo stacco delle dita, il tendine non si lascia stirare, si verifica una pronazione anomala, in grado di provocare una sollecitazione eccessiva della fascia plantare.

TRATTAMENTO:

E’ importante agire subito ai primi sintomi per evitare di evolvere verso una tendinosi (cronica e a rischio di rottura del tendine). Dopo l’allenamento utilizzare il prima possibile ghiaccio locale sul tendine e non sul muscolo; usare la regola 5′ con + 5′ senza per evitare di ghiacciare le strutture muscolari provocando retrazione. Ridurre i carichi di lavoro ma non interrompere la corsa se non nei casi più acuti, in questo modo le fibre tendinee si possono riadattare gradualmente.
Per quanto riguarda la correzione posturale dei difetti biomeccanici sono utili delle solette su misura, in fase acuta è altresì utile utilizzare dei rialzi sul tallone per detendere il tricipite.
Lo stretching selettivo del Tricipite Surale è indicato in una fase preventiva ma da evitare in fase sintomatologica.
Come terapie fisioterapiche specifiche si usa la terapia manuale SCS che agisce sulla rigidità e retrazione del tricipite surale e lo libera in 90 secondi. La riprogrammazione posturale RPG che aiuta una corretta riacquisizione della postura fisiologica del piede evitando un sovraccarico tendineo.
Il massaggio del Tricipite Surale rilassa il tendine dalle sue tensioni; la propriocettività migliora la reazione di base del piede; il kinesiotaping e il bendaggio funzionale scarica il Tendine d’Achille.

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